Responsabile del settore: Corrado Rossetti coadiuvato da Jeff Hoffman
Il settore che prende il nome dalla “C” di Cultura del nome ARCI, dove "Cultura" non indica solo un settore ma vuole caratterizzare e dare un'impronta alla politica del Comitato stesso nell’ottica di una libera circolazione della cultura e delle culture. Uno degli scopi del settore è quello di promuovere ed evidenziare tutto ciò che rientra nell’espressione culturale indipendentemente dai diktat di mercato. Ogni scelta del Comitato ARCI è quindi permeata dai principi espressi nel manifesto della cultura elaborato dall'ARCI, sia che si tratti di organizzare un concerto che la presentazione di un libro, o che s'intenda programmare attività contro l’esclusione sociale. Il filo conduttore del settore Cultura parte dalla valorizzazione e dalla promozione di una cultura di qualità, troppo spesso riservata ad una ristretta nicchia di fortunati ma che noi vogliamo mettere alla portata di un pubblico allargato. Quel "genere di cultura di qualità che il mercato editoriale e discografico non ha incluso nei piani commerciali, privando fette di popolazione dell’opportunità di conoscerne il valore. Lo stesso vale per la valorizzazione dell’incontro fra culture e linguaggi diversi e che, grazie al dinamico trasformarsi innescato dal crocevia delle culture in movimento dà vita a nuove espressioni culturali significative anche per il mondo letterario. Non si tratta di multiculturalismo consumisticamente globalizzato ma di intercultura. E’ Attraverso la cultura che possiamo allargare le nostre vedute e dare spazio a scenari differenti. Visioni alternative a quella offerta dalla globalizzazione del mercato, come lo è quella quella della nostra associazione. E' impossibile confinare la cultura dietro le frontiere, per fortuna, perchè è libera per antonomasia. Dal punto di vista storico il “settore cultura” nasce intorno agli anni 90 trasformando ciò che prima era più generalizzato e circoscritto alla sigla di riconoscimento dell’associazione in uno dei temi fondamentali che, con l’impegno dell’intero gruppo di lavoro che compone la così detta presidenza, sottolinea sempre più chiaramente l’obiettivo condiviso da tutti i settori di lavoro di operare a favore di una cultura libera da condizionamenti e aperta ai cambiamenti epocali naturali almeno nel nostro territorio. Diamo per scontato che la Cultura si affacci o rivesta tutti i temi legati alle politiche della nostra associazione dato che, sia che ci si occupi d’immigrazione e diritto d’asilo e sia che di Pace o di politiche giovanili, sempre di cultura si tratta. La cultura diventa statica quando si ripiega su se stessa ed ostacola nuove forme di espressione e di linguaggio incoraggiando le chiusure mentali. IN questo senso basti pensare ai condizionamenti imposti da una cultura non laica, dove si cresce apprendendo principi basati sulla miopia culturale. Cultura è apertura e dinamicità, ed è intollerabile l’idea che possa esistere una cultura superiore ad altre. Se a questo aggiungiamo l’invasione barbarica del mercato e del profitto nel mondo della cultura e dell’arte, ecco che assistiamo con tristezza alla ristrettezza culturale imposta alle nuove generazioni che attraverso le nostre attività vorremmo riavvicinare alla ricchezza della cultura. Situazione che ci ha stimolato a restituire alla “C“ di cultura una direzione precisa il cui scopo primario è soddisfare il diritto di conoscere che la sub-cultura ostacola così fortemente. |