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La scusa dei cannibali (parte 2) PDF Stampa E-mail
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Scritto da Jeff Hoffman   
domenica 19 agosto 2007

Qual'è esattamente la differenza fra "la scusa dei cannibali" usata dall’ambasciatore della chiesa alla scoperta dell'america per motivare  conquiste, razzie, stragi e quant'altro con le nobili  motivazioni della guerra permanente ?
Quasi nessuna differenza, se non che adesso e' piu' facile grazie al progresso scientifico e alla tecnologia .  Il tocco decisivo lo da l’informazione; è grazie ai i mass media che il vicere' bush ed il pastore tedesco spiegano al mondo il perche' bisogna bombardare ed uccidere e possibilmente, annientare le culture “con la scusa della democrazia”. "Non dovrebbero esserci culture alternative alla bushologia"  di cui il presidente, fra l’altro, non e'  il vero padre putativo. Le culture "altre" rendono tutto piu' difficile, e per rendere tutto umano e comprensibile a tutti basta insinuare  il sospetto  che , per esempio, la cultura musulmana potrebbe distruggere la nostra progredita e democratica cultura, protetta dal santo padre,  “pastore tedesco a guardia della cristianita'.
Annientare l'alterita', di qualunque alterita' si tratti, e' il mezzo piu' semplice per valorizzare la propria identita' collettiva gia'  a sua volta bombardata da improbabili tesi storiche che rinneghino antifascismo e tutto quel che c’è di buono nella nostra storia moderna. Ciò che sembra essere lo scopo finale  è dichiarare le ideologie “ cose obsolete”. Quel che conta davvero e' il pil e solo da li' deriva la felicita' . Dipende da  quanto puoi comprare e consumare, il resto sono "seghe mentali" d'altri tempi. Non vi è alcuna differenza fra la scusa dei cannibali di allora e quella della guerra preventiva di adesso. Gli indiani incivile hanno avuto la fortuna di aver garantito dalla chiesa "il diritto di ascoltare la  parola di cristo" e soccombere alle spade ed ai cannoni che la diffondevano.

Nei nostri giorni non è più il vicerè a portare la democrazia e la cristianità, e al posto delle spade e dei primi cannoni c’è la propaganda e l’uranio impoverito ma sono solo dettagli, niente di nuovo sotto il sole. Un mondo diverso e' possibile, questo e' certo, altrimenti dovremmo suicidarci in massa. Un mondo migliore e' possibile  se, come hanno fatti altri prima di noi, non smettiamo di crederci  e di lavorarci. Cambiamo il pil con un indice di qualita' della vita delle popolazioni e dei singoli che misuri, invece della capacita' di consumare quella di percorrere strade comuni  valorizzando il bagaglio culturale di ognuno di noi.

Ultimo aggiornamento ( giovedì 23 agosto 2007 )
 
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