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centro infanzia adolescenza e famiglie Non si diventa grandi per caso o all'improvviso: si potrebbe dire che ciascun cittadino è adulto nella misura in cui gli è stato possibile essere bambino. In realtà nonostante l'assoluta semplicità ed evidenza di questo principio, per moltissimo tempo, l'Italia è stato un Paese disattento nei confronti dell'infanzia e soprattutto dell'adolescenza. Sono ancora oggi troppe le disuguaglianze tra bambini e bambine, tra ragazzi e ragazze: quelle di genere sessuale, quelle economiche e sociali delle famiglie, la qualità dell'ambiente di vita, le disponibilità di opportunità per lo sviluppo e la crescita culturale e civile. Nonostante queste difficoltà reali, è certamente in corso un processo di cambiamento che coinvolge tutto il territorio italiano. Basti pensare alla fioritura di progetti e di azioni che derivano dalla sola legge n. 285/97 che, per la prima volta nella storia del nostro Paese, ha investito finora circa 1.200 miliardi in servizi all'infanzia, all'adolescenza e per i genitori. Questo sforzo va proseguito e sostenuto. Inoltre va proseguito lo sforzo di promozione di un diverso atteggiamento culturale di tutto il Paese rispetto ai problemi sociali ed in particolare ai diritti dell'infanzia e dell'adolescenza. E' essenziale, infatti, avere "nella testa e nel cuore" una nazione rispettosa delle differenze regionali e locali, aperta alla dimensione europea, ma anche unita culturalmente e socialmente dove ciascuno, soprattutto se più piccolo, abbia pari opportunità di crescita e di sviluppo. Si vuole inoltre concorrere a facilitare il dialogo tra adulti e adolescenti spesso così difficile. E' ancora da rilevare che è fondamentale, per un armonico sviluppo della personalità in formazione, la realizzazione di un ambiente di vita rispettoso delle esigenze di crescita del cittadino minore. E' necessario effettuare una svolta di fondo rispetto alla qualità dell'organizzazione delle nostre città. Per combattere il degrado urbano e sociale, l'illegalità, l'incuria e l'abbandono, occorre decisione, efficienza e competenza. E' però anche evidente che, per tentare di sconfiggere in modo radicale e definitivo questi mali, occorre far sì che i cittadini e le cittadine possano riappropriarsi in condizioni di sicurezza e libertà del loro diritto/dovere di cittadinanza rispetto a ciò che è patrimonio di tutti. Migliorare le città vuol dire anche migliorare i servizi, potenziarli, renderli più moderni ed efficaci, capaci d'ascolto e valutazione per rispondere davvero alle esigenze delle famiglie, dei bambini, delle bambine, dei ragazzi e delle ragazze. Migliorare le città è pensare alla musica, linguaggio tradizionale simbolo di vita e di gioia, e agli spazi che sono loro necessari, alle attività ludiche, ricreative e culturali. Spazi ed occasioni in cui dar vita ad un concreto patto civico tra il mondo degli adulti e delle nuove generazioni, in cui sperimentare responsabilità, partecipazione ed anche forme di autogestione dei cittadini più giovani. Significa però anche sviluppare una rilevante attenzione a tutto il tema della formazione extrascolastica "informale", che deve sfruttare le enormi opportunità offerte dai nuovi mezzi di comunicazione per la crescita globale delle nuove generazioni. Non dobbiamo far leva su un inutile argomento oscurantista secondo il quale l'uso della televisione o degli strumenti multimediali è in sé foriero di pericoli: sarebbe come se all'avvento della carta stampata qualcuno avesse detto che i libri facevano male ai bambini e ai giovani. Al contrario, deve rilevarsi l'importanza ed il valore di questi strumenti della vita quotidiana delle famiglie italiane, a cui tuttavia occorre garantire livelli qualitativi e di rispetto sempre più elevati. Per far ciò possiamo contare su professionisti disposti a capire e condividere questi obiettivi, reclamati da tutti i cittadini e le cittadine di buon senso non solo in Italia, ma in tutto il mondo. Apriamo insieme alle generazioni più giovani un nuovo millennio all'insegna dell'attenzione e della concretezza, e ci sembra di riconoscere proprio in questi attributi le caratteristiche ed i volti reali delle persone più giovani. Volti di persone attente, curiose, concrete che vogliono vivere bene il loro presente ed il loro futuro.
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