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A proposito delle polemiche sui rumeni sentiamo il bisogno di richiamare tutti a un maggior senso di responsabilità. La solidarietà alle vittime è ovvia e dovuta e siamo i primi a provarla, e siamo assolutamente convinti che si debba punire con severità chi commette reati contro altre persone, fatto tanto più odioso quando chi subisce è un soggetto più debole. Tuttavia, questo riguarda gli organi di giustizia. I cittadini hanno un altro dovere che niente ha a che fare con le posizioni politiche ma, se non con la propria coscienza e morale, con la Costituzione Italiana che non è un obsoleto libretto rosso dei pensieri di qualche che gue vara nostrano, ma la Carta Costituzionale su cui si fonda la nostra Repubblica e la nostra democrazia che, non importa da quale parte uno si schieri è innegabilmente nata dall’antifascismo e anti nazismo e quindi dall’antisemitismo. Noi raccomandiamo non solo diritti ma Doveri uguali per tutti, a destra e a sinistra. Per questo motivo riteniamo che il clima che sta montando nell’opinione pubblica e in parti significative e ampie del mondo della politica rischia di degenerare in una situazione che non ha niente a che fare con la solidarietà per le vittime e la giustizia. In maniera irresponsabile la realtà rischia di scomparire alla vista lasciando il posto a esasperati sentimenti di razzismo e di paura irrazionale, che non potranno che generare aumento di tensioni e ulteriore insicurezza. Meccanismi così conosciuti che sembrano banali, ma sappiamo essere pericolosissimi. Si può davvero pensare che la quasi totalità di una popolazione, in questo caso i rumeni, siano portati per natura o formazione culturale a commettere atti feroci e criminali? Periodicamente, partendo dall’enfatizzazione etnica di singoli e drammatici fatti di cronaca nera, si arriva a generalizzazioni che poco hanno a che fare con quanto avviene concretamente, ma che aumentano ostilità verso gli stranieri. Fino a poco tempo fa era giudizio diffuso che la malavita albanese fosse la più feroce che si fosse mai conosciuta, in altri momenti è toccato a chi professa la religione islamica e frequenta le moschee essere sospettato di connivenza col terrorismo. Sempre si è accusato di “buonismo irrealista e controproducente” chi si è opposto a queste banalizzazioni della realtà. Noi vogliamo evidenziare il fatto che è con la legalità ed il rispetto delle leggi, insieme ad una giustizia sociale, che si può avere una condizione di sicurezza più generalizzata, per tutti. L’appello che il nostro Comitato si sente di avanzare è quello di un rispettoso silenzio nei confronti delle vittime e di chi soffre, perché la sofferenza accomuna tutti. Dicendo basta al carosello mediatico in corso, possiamo ricominciare a parlare di giustizia e politica, spazi e luoghi dove sceriffi e vendette non sono ammesse, si spera, da nessuno, sicuramente non dal comitato Arci di Cecina.
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