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Il conto alla rovescia per dare il via alla corsa dei cementificatori a Castagneto C.cci è partita con la recentissima decisione della regione Toscana. Una delle cittadine più preziose della Val di Cecina prosegue rapidamente il proprio cammino verso la cementificazione del territorio, uno scempio chiamato sviluppo. Non è certo la sola situazione nella nostra area che comprende la Val di Cecina. La questione riguarda anche Montescudaio, e questi sono cronologicamente gli ultimi due comuni coinvolti dall’onda barbarica del cemento, ma il problema, per non chiamarlo dramma, si estende a tutti gli altri Comuni della Provincia; Cecina con il progetto stazione e la costruzione di altri migliaia di metri cubi di cemento con la scusa delle zone di completamento, per Rosignano Mmo basta ricordare la discussione sul regolamento edilizio... etc.etc D’altra parte, è vero quanto i nostri amministratori affermano a difesa delle loro tesi, e cioè che i piani strutturali sono stati partoriti in tempi remoti e sarebbe problematico “reimbiancare “ delle aree dove privati hanno già investito, tuttavia, siccome si sta discutendo i regolamenti urbanistici anche apertamente, attraverso lo strumento di partecipazione politica come Agenda 21 e altre occasioni di democrazia partecipativa, diamo a questi stessi strumenti il peso che meritano, perché finora abbiamo l’impressione che questi momenti di importanza vitale per una democrazia, dove i cittadini partecipano alle decisioni politiche amministrative del proprio territorio, rimangono inascoltati in modo sistematico. E’ tutto vero quindi, i piani sono stati discussi, peccato però che ogni volta sembra più una messa a conoscenza, una informazione più che una discussione partecipata. Le istituzioni locali affermano di voler iniziare una discussione sui regolamenti per una edilizia sostenibile che in qualche modo potrebbe condizionare questo sviluppo edilizio un “po’ scellerato”; quindi si spera in un cambiamento,ma invece cosa succede?? Niente, perchè questi regolamenti discussi entreranno nello stadio di attuazione quando sarà troppo tardi, quando il cemento sarà raddoppiato ed i danni saranno ormai stati causati. Come Arci, come associazione che si occupa di bisogni della gente, di sviluppo sostenibile e di politiche sociali, evidenziamo ciò che a parer nostro manca nell’ottica di amministratori e di imprenditori edili: attenzione verso le necessità della cittadinanza e attenzione verso l’ambiente; quali sono le necessità odierne e future della popolazione? E quale popolazione? Composta da chi? Saranno persone le cui necessità e abitudini prevedono case esattamente disposte allo stesso modo nostro? Perché alcune culture hanno un ottica diversa della casa, hanno abitudini diverse. Perché i piani strutturali non si basano su ciò che realmente sarà utile per la qualità della vita dei cittadini? A cosa serviranno queste costruzioni attuali? A Chi serviranno questi appartamenti ? E più che altro, chi si potrà permettere di acquistare le case a 4000 euro al mq. le giovani coppie? Forse serviranno molto a chi investendo nel mattone raddoppia il denaro? Chissà??A questa ultima domanda , essendo la nostra Associazione in prima fila nella promozione e sostegno di iniziative volte alla legalità e alla lotta alla mafia, come conferma il nostro impegno con LIBERA e la carovana antimafia, ci preoccupa moltissimo la possibilità che le tensioni vissute nei mesi passati, vicini e lontani, possano ripetersi e diventare “normalità”. Tensioni che, se collegate proprio con lo sviluppo, nasconderebbero modus operandi tristemente noti in altre zone del nostro paese, non solo al sud, aree ad alta densità mafiosa dove troppo spesso non è attorno al tavolo che si prendono decisioni su come e cosa costruire, da chi e perchè. Operando una diversa analisi, “Il vizio” del meccanismo sviluppo è da ricercare anche al di fuori nell’edilizia abitativa che qui si basa sulle “seconde case”, iniziando a prevedere uno sviluppo edilizio turistico in quanto la nostra zona ha un enorme potenziale se comparato ad altre aree, dove secondo noi si dovrebbero prevedere strutture ricettive di un certa tipologia, con attenzione verso le diverse abilità che costringono molte persone a dover rinunciare alle vacanze, e dove si potrebbero creare posti di lavoro e dare così una prospettiva per gli anni a venire. Ovvio, anche agli occhi di chi imprenditore edilizio o amministratore non è, che se i piani strutturali continuano a dare continuità a quel genere di sviluppo programmando una cementificazione di cui non abbiamo alcun bisogno, né a Castagneto né altrove, il risultato non può essere che drammatico sia per la popolazione sia per l’ambiente, che in Val di Cecina ha già subito ogni genere di scempio.
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