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Scritto da Jeff Hoffman   
mercoledì 19 marzo 2008

Dal sito peacereporter 

Kuwait - 12.3.2008
Kuwait, la crescita delle donne
Nasce un movimento per l'emancipazione delle donne e degli sciiti
        
''I voti delle donne in Kuwait rappresentano il 58 percento del totale. Per questo è nato il blocco Crescita, che si propone di preparare le donne a essere partner competenti nei processi decisionali così come di preparare la società kuwaitiana ad accettare i cambiamenti in atto''.

Tre donne coraggiose. E' molto decisa Khuala al-Atiqi, mentre presenta alla stampa la nascita del progetto Crescita. Un network di donne fondato dalla stessa al-Atiqi e da altre due donne. Una sunnita, una sciita e una liberale laica. Un gruppo che si prefigge di rendere davvero piena di contenuti la partecipazione delle donne al voto in Kuwait, introdotta nel 2005, ma boicottata nei fatti dalla politica e dalla società del ricco emirato del Golfo Persico.La piattaforma crescita, entro il 2009, si tramuterà in un vero e proprio partito.
Il diritto di voto delle donne in Kuwait è stato esercitato per la prima volta nel 2006, in occasione delle elezioni legislative. Ma nessun partito ha lasciato davvero spazio alle candidature femminili. Adesso queste tre donne coraggiose sfidano la cultura conservatrice della monarchia, sia in termini di genere che religiosi.

Tensioni religiose. Non è un caso che una delle tre donne sia sciita. Gli sciiti, in Kuwait, rappresentano un terzo della popolazione, ma vivono una condizione di profonda discriminazione. Non più tardi dell'11 marzo scorso, centinaia di sciiti hanno manifestato davanti alla sede del ministero degli Interni del Kuwait, chiedendo la liberazione di sei attivisti sciiti. Uno di loro è la guida spirituale Hussein al-Maatouq, accusato assieme ad alcuni seguaci di ''diffondere idee che mirano a demolire le fondamenta della società e a rovesciare il regime'' e di essere membri della organizzazione Hezbollah Kuwait. Gli arresti sono scattati in occasione delle celebrazioni che gli sciiti hanno tenuto in occasione della morte di Imad Mughniyeh, leader di Hezbollah libanese ucciso dagli israeliani a Damasco. Per gli sciiti, però, il terrorismo è una scusa, per escluderli dalla vita politica.

Ch.E.

 
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