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Scritto da Jeff Hoffman   
venerdì 13 aprile 2007
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Laici antipedofili contro tutti
Pagina 2
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L’Italia è un paese a sovranità limitata.
Pur essendo solennemente sancito dalla Corte costituzionale, il principio della laicità dello Stato fatica a trovare applicazione in una nazione che si trova ad avere al suo interno, per l’appunto nella capitale, uno staterello teocratico, sede della più diffusa organizzazione religiosa mondiale che presumibilmente è anche una delle maggiori potenze economiche mondiali, in nome di Dio naturalmente. Atei, agnostici, non credenti o semplici indifferenti alla fede, fin dalla nascita sono pressoché obbligati, volenti o nolenti, a confrontarsi con questa invadente realtà che se pure ne sono protetti dentro casa, non ne sfuggiranno a scuola. Già questo fatto di per sé disegna uno stato, quello italiano, pervaso da raggiri delle leggi, compreso quelle sancite dalla costituzione italiana riguardo la laicità dello stato; ma c’è di molto peggio.  Il dramma sta nel fatto che oltre ad invadere l’amministrazione della politica, i prelati, alti e bassi che siano, hanno una sorta di immunità che li rende “intoccabili” dalla giustizia terrena, questo vuol dire che possono commettere qualunque reato perché sanno di rimanere impuniti. Quelli stessi ministri della chiesa che lanciano affermazione giustizialiste da inquisitori riguardo ai DICO. Qui non si tratta più di essere atei o fedeli, di sinistra o di destra, ma di giustizia. La giustizia è uguale per tutti? Non lo è mai stata, inutile prendersi in giro, ma con i simpatici parroci e vescovi pedofili si esagera anche per un paese abituato a tutto come l’Italia. L’inchiesta del giornalista dell’espresso Pino Nicotri ha messo a nudo una realtà  di cui tutti sospettavano ma di cui non si sapeva granchè. La Presidenza dell’ARCI di Cecina, per amore della giustizia e dell’informazione che è anche un diritto sacrosanto, si presta a diffondere alcune interessanti notizie. Fin dal gennaio 2004 sono state inviate alla curia di Firenze memoriali sulle violenze sessuali ai danni di minori consumate per anni dal parroco Lelio Cantini, titolare della parrocchia Regina della Pace. Con la complicità di una donna, la solita “veggente” di turno le cui visioni di Gesù servivano alla selezione degli “eletti”, il buon parroco pedofilo Cantini ha imperversato per anni e anni imponendo violenze, psicologiche e fisiche, fra cui quella sistematicamente rivolta a ragazzine di dieci, quindici, diciassette anni, di avere rapporti sessuali con lui, usando la scusa dell’ “adesione totale a Dio”, facendo credere a ognuno e a ognuna di essere il prescelto e intimando il segreto assoluto pena il “castigo divino”. A furia di insistere, le vittime di Cantini hanno ottenuto qualche incontro con l’allora arcivescovo Silvano Piovanelli, con l’arcivescovo Ennio Antonelli e con l’ausiliare Claudio Maniago. Ma tutto quello che sono riusciti a ottenere è stato il trasferimento del parroco mascalzone in un’altra parrocchia della stessa diocesi nel settembre 2005, cioè ben 20 mesi dopo gli esposti, motivato ufficialmente “per motivi di salute”, vale a dire senza che venisse né denunciato alla magistratura né svergognato in altro modo né privato dell’abito talare con la sospensione “a divinis”. Le vittime e i loro familiari si sono allora rivolti al papa, con una lettera, in perfetta buonafede, allegando i memoriali di una decina delle venti vittime del parroco pedofilo, sottolineando il fatto che dopo due anni ancora non erano stati presi provvedimenti.  Alla lettera suddetta ha risposto il cardinale Ruini, ma in un modo francamente inverosimile, di inaudita ipocrisia e mancanza di senso di responsabilità. Il famoso cardinale, tanto impegnato nella lotta incessante contro la laicità dello Stato italiano, a fronte alle porcherie del suo sottoposto si rivela quanto mai omertoso e complice: una semplice lettera agli stuprati per ricordare loro che il parroco criminale il 31 marzo ha lasciato anche la diocesi e per augurare che il trasferimento “infonda serenità nei fedeli coinvolti a vario titolo nei fatti”. Insomma, in poche parole  Ruini si limita a raccomandare che tutti si accontentino della rimozione di Cantini e se ne stiano zitti e buoni, soddisfatti del fatto che il prete pedofilo e stupratore sia stato spedito a soddisfare le sue brame carnali altrove.



Ultimo aggiornamento ( lunedì 29 dicembre 2008 )
 
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