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Scritto da Jeff Hoffman   
venerdì 13 aprile 2007
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Laici antipedofili contro tutti
Pagina 2

Come dire che i parenti delle vittime della strage di piazza Fontana o del treno Italicus si sentano rispondere dal Capo dello Stato non con il dovuto processo ai colpevoli ma con una letterina buffetto sulle guance dicendo, magno cum gaudio, che i colpevoli anziché andare in galera sono stati trasferiti in altri uffici e che pertanto augura, cioè ordina, “serenità” tra i superstiti e i parenti delle vittime. “Un simile comportamento oggi non ce l’ha neppure il governo degli Stati Uniti”: è vero che non permettono a nessuno Stato estero di giudicare i propri soldati quali che siano i crimini da loro commessi, da Mai Lay al Cermis, da Abu Graib a Guantanamo fino all’omicidio del collaboratore di Emergency appena assassinato dai servizi segreti afgani, quindi americani, Tuttavia è anche vero che gli Usa anziché stendere il velo omertoso del segreto li processa pubblicamente in patria e non sempre in modo compiacente. Il dramma però è che Ruini ai fedeli fiorentini che hanno subìto quello che hanno subito, non poteva rispondere che così, semplicemente perché, è giusto saperlo, a voler imporre il silenzio, anzi il “segreto pontificio” sui reati gravi commessi dai religiosi, compresi gli stupri di minori, è stato proprio l’attuale papa, Ratzinger. Con una ben precisa circolare inviata ai vescovi di tutto il mondo il 18 maggio 2001 dove non solo imponeva il segreto su questi orribili argomenti, ma avvertiva anche che a volere una tale sciagurata direttiva era il papa di allora in persona. Vale a dire, quel Wojtyla che più si ha la coda di paglia e più si vuole sia fatto “santo subito”, in modo da sottrarlo il più possibile alle critiche per i suoi non pochi errori, anche se di certo era meno antipatico dell’attuale papa fuhrer, che allora era a capo della contemporanea “santa inquisizione. L’omertà e la complicità di fatto garantita dalla circolare Ratzinger-Bertone ha danneggiato non solo la giustizia di quel processo, ma di ognuno di quei processi che hanno scosso il mondo intero scoperchiando la pentola verminosa dei religiosi pedofili negli Stati Uniti. Uguali a quello di Firenze che, se è vero che non è stato condannato e quindi non presunto innocente, è anche vero che i memoriali e le denunce delle vittime fiorentine parlano chiaro, e non sono una o due ma circa venti. Sono emersi casi imbarazzanti anche in Austria e Polonia, con l’aggravante che si trattava delle massime cariche ecclesiastiche, tra le quali l’arcivescovo di Cracovia pedofilo Julius Paetz, la cui pedofilia era nota fin da quando lavorava in Vaticano nell’anticamera del papa suo connazionale, Wojtyla, e proprio negli anni in cui è “misteriosamente” scomparsa la ragazzina cittadina vaticana Emanuela Orlandi. A muovere l’accusa contro l’attuale pontefice è l’agguerritissimo avvocato Daniel Shea, difensore di tre vittime della pedofilia dei religiosi di Galveston Houston. E Ratzinger sarebbe stato trascinato in tribunale, forse in manette data la gravità del reato, se non fosse nel frattempo diventato papa. Nel settembre 2005 infatti il ministero della Giustizia, su indicazione di Bush e Condolezza Rice, ha bloccato il processo contro Ratzinger accogliendo la richiesta dell’allora segretario di Stato del Vaticano, Angelo Sodano, di riconoscere anche al papa, in quanto capo dello Stato pontificio, il diritto all’immunità riconosciuto non solo dagli Stati Uniti per tutti i capi di Stato. A questo punto è doveroso e niente affatto scandalistico porsi una domanda, decisamente scomoda: quanto ha pesato nella scelta di eleggere papa proprio Ratzinger la necessità di sottrarlo alla giustizia americana e di difenderlo per avere in definitiva eseguito la volontà del pontefice precedente? C’è anche un altro particolare: di solito non si riesce a portare in tribunale anche i superiori dei preti stupratori perché in un modo o nell’altro evitano di ricevere l’atto di accusa, specie se risiedono sia pure solo ufficialmente in Vaticano. Ratzinger invece l’atto di citazione ha accettato di riceverlo: si può escludere lo abbia fatto per obbligare i suoi colleghi cardinali ad eleggerlo papa quando Wojtyla – sempre più malato - fosse venuto a mancare? Intanto dobbiamo constatare con sbigottimento che i tre nomi più impegnati nella lotta contro la laicità dello Stato italiano e del suo parlamento, vale a dire Ratzinger, Ruini e Bertone, sono stati colti con le mani nel sacco della sottrazione alla magistratura dei preti pedofili e strupratori di minori. Però, come avrete notato, neppure i buoni preti fiorentini si sognano di fare intervenire la magistratura dello Stato italiano. I  panni sporchi si lavano in famiglia… Che è il modo migliore di continuare a non lavarli.  Come Arci di Cecina ricordiamo che nella nostra sede è stato attivato uno sportello dello UAAR, L’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti, che si occupa di laicità dello stato e vari aspetti a questo connessi. Con il comitato UAAR promuoviamo la campagna “sbattezzo”. Perché cancellare gli effetti del battesimo ? Non certo per fare un contro-rito vendicativo: nessuna associazione laica lo riterrebbe una cosa seria. Piuttosto, per coerenza se non si è più cattolici non v’è alcuna ragione per essere considerati ancora tali da chi non si ritiene più degni della propria stima; per mandare un chiaro segnale a tutti i livelli della gerarchia ecclesiastica; per una questione di democrazia: troppo spesso il clero cattolico, convinto di rivolgersi a tutta la popolazione della propria parrocchia, “invade” la vita altrui; perché si fa parte di gruppi “maltrattati” dalla Chiesa cattolica: gay, donne, conviventi, ricercatori, comunisti mangiabambini, per rivendicare la propria identità nei passaggi importanti della propria vita. Per indicare qualcuna delle motivazioni che però sono strettamente personali per ognuno. Se volete saperne di più sulla campagna e la modalità dello “sbattezzamento” venite all’Arci o guardate sul nostro sito web all’indirizzo www.arcicecina.it


Ultimo aggiornamento ( lunedì 29 dicembre 2008 )
 
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