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Scritto da Jeff Hoffman   
venerdì 18 aprile 2008
I garanti dei detenuti: leggi sulla droga riempiono le carceri

Da Notiziario Aduc
Il coordinamento nazionale dei garanti dei diritti delle persone limitate nella liberta' ha chiesto da Bologna maggiore impegno al mondo politico italiano in tema di carceri. Tra le rivendicazioni, quella di modificare in modo sensibile il codice penale per non riempire le prigioni di detenuti colpevoli di reati sociali e la speranza che non si interrompa l'iter legislativo per la creazione del garante nazionale, figura presente in quasi tutti i paesi europei.

'Meta' delle persone che entrano in carcere ha a che fare con la legge contro le droghe - ha spiegato Franco Corleone, garante dei detenuti di Firenze - una percentuale che aumenta ancora di piu' se si considerano anche gli immigrati regolari'.
Cambiare le pene per questi reati, secondo i garanti, e' una necessita': 'Serve un nuovo codice penale che preveda misure rapide, efficaci e credibili per sanare le ferite sociali, come nel modello spagnolo', la richiesta di Corleone.
Con lui si e' schierata anche la collega bolognese Desi Bruno: 'Il sovraffollamento delle carceri e' un tema devastante per i detenuti, gli operatori e la polizia penitenziaria stessa che, a Bologna, e' sotto organico di 200 unita''. E i detenuti sono 1.056 anziche' i 483 della capienza massima prevista, scrive Il Sole 24 Ore di oggi, spiegando che La Dozza di Bologna e' prima in Italia per affollamento (219%), davanti a Milano San Vittore e a Firenze Sollicciano.
Dunque, la richiesta dei garanti e' di 'rivedere le leggi in materia di droghe, immigrazione e recidiva'. Anche perche', come ha spiegato il capo della segreteria del sottosegretario alla giustizia Stefano Anastasia, la polemica sull'indulto e' pretestuosa: 'Non diamogli responsabilita' che non ha: in un anno e mezzo sono rientrati in carcere 7.460 detenuti dei 27.314 scarcerati, mentre sono 92.000 gli incarcerati totali nello stesso periodo'. Nella Finanziaria 2008, il Governo aveva stanziato circa sette milioni per la creazione del garante nazionale dei detenuti e di una commissione di cinque elementi che tutelasse gli abitanti delle carceri italiane. Ma, dopo l'approvazione alla Camera, il progetto si e' arenato in Senato: 'Ci sarebbe una corsia privilegiata, ma visti i provvedimenti mancati, questo e' stato l'anno del disincanto', e' l'accusa di Corleone. Secondo Mauro Palma, presidente del comitato europeo per la prevenzione della tortura e delle pene, le 'inadempienze italiane sono scioccanti': l'Italia, infatti, non ha mai ratificato il protocollo firmato del 2003 che prevedeva l'istituzione di un'autorita' di controllo entro un anno. Anzi, 'nel 2004 c'era una lista di provvedimenti che non sono mai stati legiferati e l'attuazione del regolamento penitenziario europeo e' in gran parte evaso'.
 
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