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Forum acqua in Turchia PDF Stampa E-mail
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Scritto da Administrator   
mercoledì 18 marzo 2009

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Entro il 2030, a causa dei cambiamenti climatici ma anche della rapida crescita demografica, quasi la metà della popolazione del pianeta vivrà in regioni ad alto stress idrico, tra cui in particolare l'Africa che conterà fra i 75 e 250 milioni di abitanti sottoposti a tale pressione. La denuncia proviene da un rapporto mondiale dell'Onu sullo sviluppo delle risorse idriche dal titolo "L'acqua nel mondo che cambia" presentato di recente al Palazzo di Vetro a New York. Il Rapporto ONU punta il dito anche contro una diffusa incapacità gestionale. Secondo l'Onu, inoltre, la situazione idrica mondiale è già preoccupante perché più di un miliardo e 200 milioni di persone non hanno accesso sufficiente alle fonti di acqua pulita e quasi altri due miliardi di esseri umani vivono senza servizi igienici. È di fronte a questi scenari e a queste cifre che, organizzato dal Consiglio Mondiale dell'Acqua, si è aperto a Istanbul il quinto Forum Mondiale sull'Acqua (che si chiuderà il 22 marzo), dal titolo "Colmare il divario per l'acqua", il più grande evento relativo alla risorsa acqua che ha l'obiettivo di inserire la crisi idrica mondiale nell'agenda internazionale. Ma dal 20 al 22, sempre a Istanbul - in parallelo al Forum "ufficiale" - si terrà il Forum Alternativo, promosso dai numerosi movimenti mondiali che non riconoscono la legittimità del Consiglio Mondiale dell'Acqua (che essi denunciano come un think-tank privato strettamente legato alla Banca Mondiale, alle multinazionali dell'acqua e alle politiche dei governi più potenti del mondo) e invocano l'Onu come unico organismo legittimato a guidare le politiche mondiali dell'acqua. Le associazioni del Forum Alternativo lottano - come è detto in un loro comunicato - "contro la privatizzazione dell'acqua e a favore di una gestione pubblica, partecipata e democratica della risorsa idrica intesa come un diritto inalienabile dell'uomo, anche se non ancora riconosciuto dalla Dichiarazione Universale dell'Onu". A questo appello si unisce il nostro Comitato Arci che da sempre fa parte del forum mondiale dell’acqua e sin dall’inizio si batte per la ripubblicizzazione dei servizi idrici.  In particolare i partecipanti al Forum Alternativo sono fortemente contrari alla costruzione di altre dighe, come avviene da anni in Turchia in quanto dannose per il loro impatto sulle popolazioni e sull'ambiente. Nel corso del Forum Alternativo si svolgeranno seminari e incontri sui temi delle conseguenze della privatizzazione dell'acqua e sugli esempi positivi di gestioni pubbliche e partecipate. Si svolgerà inoltre un'udienza pubblica del Tribunale dell'Acqua su quattro casi di conflitti correlati all'acqua (due in Turchia e due in altri Paesi) e verrà promossa una "giornata internazionale" per concordare le strategie con i governi e gli enti locali che partecipano al Forum ufficiale, favorevoli al riconoscimento del diritto all'acqua. Evidenziamo che la polizia turca ha già caricato i manifestanti del contro forum e ne ha già arrestati 17 mentre due di loro sono stati espulsi dal paese per aver espresso un parere contrario alla costruzione di dighe all’interno del forum ufficiale. Brutta storia, in tutti i sensi.

 

 
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