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Arrestati senegalesi ambulanti PDF Stampa E-mail
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Scritto da Administrator   
lunedì 30 marzo 2009

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C'è chi guadagna dal mercato delle griffe contraffatte ma non sono i senegalesi.
 
La nostra è un’associazione che si batte per la legalità oltre che per la tutela dei diritti umani e civili. Riteniamo che gli immigrati senegalesi tratti in arresto per commercio di merci contraffatte non siano i colpevoli di questo crescente mercato illegale ma solo gli ultimi di una lunga lista di vittime che vede anche i commercianti “regolari”. Quegli immigrati senegalesi dovrebbero rispettare i doveri come i proprietari degli esercizi commerciali che vendono quei prodotti firmati che tutti vorrebbero ma che pochi possono permettersi. Non nutriamo dubbi sul fatto che i doveri debbano essere uguali per tutti. Proprio come i diritti! Tuttavia sappiamo per la lunga esperienza maturata nel campo delle politiche per l’immigrazione che i diritti di quei migranti senegalesi non vengono rispettati altrimenti sceglierebbero di svolgere altri mestieri e non si sottometterebbero ai ricatti e allo sfruttamento dalle mafie. Non è una scusa per infrangere le leggi ma è sicuramente un’attenuante, specie in considerazione del fatto che è a causa delle leggi degli ultimi mesi e anni che migliaia di persone immigrate si trovano ai margini della legalità. D’altra parte ci sono molteplici aspetti da considerare; quando le istituzioni decisero di combattere il contrabbando di sigarette nella Campania degli anni 90 innescarono un incremento esponenziale di affiliazioni alla camorra. Molte di quelle famiglie il cui unico sostentamento era il commercio di sigarette di contrabbando sono andate a incrementare le fila della criminalità organizzata. Pur volendo evitare analogie fra territori diametralmente opposti è opportuno guardare verso i responsabili piuttosto che additare gli ultimi della fila. Senza dubbio va contrastato il mercato illegale di merci contraffatte ma non arrestando chi cerca di sbarcare il lunario lavorando. Se inoltre cerchiamo di capire chi da tutto questo ci guadagna davvero scopriamo che loro, i senegalesi, sono proprio gli ultimi degli ultimi in tutti i sensi. Chi veramente specula su questo mercato sono la mafia cinese che gestisce, quella italiana che consente il controllo ai colleghi asiatici e qualche imprenditore italiano. Gran parte di questa merce viene importata dalla Cina e arriva via nave, e semmai sarebbero da arrestare i responsabili dell’import export, non gli ambulanti. Altrimenti è come arrestare le prostitute per combattere la prostituzione e i drogati per contrastare l’uso di sostanze: un tragico errore. È stimato in 170 milioni di euro il giro d’affari del commercio di griffe contraffatte importate dalla Cina e rivendute in Italia. Sono tanti soldi dei quali i senegalesi ambulanti non sanno niente. L’Arci non proporrà mai di premiare chi  infrange la legge ma ritiene intollerabile la colpevolizzazione degli ambulanti e soprattutto auspica che vengano perseguiti i veri responsabili. Lo sfruttamento del lavoro nero è un reato odioso per un paese civile e purtroppo è un male diffuso e tollerato.
Ultimo aggiornamento ( lunedì 30 marzo 2009 )
 
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