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Scritto da Gennaro Carotenuto   
domenica 26 aprile 2009

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SILVIO BERLUSCONI INVITA ÁLVARO URIBE AL G8
Gennaro Carotenuto

Il bushismo è morto ma i bushiani vivono e lottano insieme a noi anche in epoca obamita. Lo conferma l’indiscrezione del settimanale colombiano “Semana” sull’invito personale del capo del governo italiano Silvio Berlusconi al presidente colombiano Álvaro Uribe al G8 del prossimo luglio alla Maddalena. Sarà la seconda visita nel 2009 di Uribe in Italia dopo quella già prevista per il prossimo 30 aprile a Roma. Intanto il mondo è sconvolto dalle rivelazioni sulle violazioni di diritti umani dell’ospite d’onore di Berlusconi.
Il presidente colombiano, ripetutamente accusato di violazione dei diritti umani e del diritto internazionale, circondato di collaboratori narcotrafficanti o collusi con lo stesso, sarà invitato in quanto interprete di successo della lotta al terrorismo e, insieme al brasiliano Lula da Silva, sarà l’unico capo di stato latinoamericano presente nello show montato in Sardegna da Berlusconi.
Non solo, sempre secondo “Semana”, Álvaro Uribe contribuirà al best seller concepito dal “caro leader” italiano che ha chiesto ad ogni capo di stato invitato di scrivere un capitolo del libro “Lo stato del mondo”. Uribe ha già accettato con entusiasmo di redigere il capitolo intitolato “Governabilità sotto la minaccia del terrorismo”.
L’invito ad Uribe è l’ultima iniziativa di una serie di sponde tese dalla destra al potere in Italia al governo colombiano, oramai uno dei pochi in sintonia con quella parte politica. Come segnala nel suo blog Annalisa Melandri, il sindaco di Milano Letizia Moratti ha di recente incontrato a Medellin proprio il presidente Uribe e ha firmato un ampio accordo di gemellaggio tra Milano e Medellin come capitali della moda.
Né Moratti né ovviamente Berlusconi hanno mai espresso un proprio parere sulla situazione dei diritti umani nel paese latinoamericano tanto da far ricordare l’epoca della dittatura argentina, quando, anche per i buoni uffici della loggia massonica P2, della quale Berlusconi era membro, l’immagine di un’Argentina pacificata e in crescita veniva veicolata dal mainstream esattamente come si fa oggi con la Colombia.
Non così la pensa chi in Colombia va a vedere. La scorsa settimana una delegazione di parlamentari e sindacalisti britannici, statunitensi e canadesi si è dichiarata in “stato di choc” per la gravità della situazione toccata con mano in Colombia e ha dichiarato che proprio il presidente Uribe è complice nella violazione di diritti umani in violazione dell’Articolo 7 dello Statuto della Corte Penale Internazionale con sede all’Aia. Secondo Amnesty International nel 2007 in Colombia l’esercito ha assassinato 1.400 civili inermi non combattenti e nel primo semestre del 2008 è cresciuto di 270.000 unità il numero dei rifugiati interni nel paese e sono ben 184 i sindacalisti assassinati da quando Álvaro Uribe è presidente.

 

Ultimo aggiornamento ( giovedì 03 marzo 2011 )
 
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