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I costi del g8: una vergogna PDF Stampa E-mail
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Scritto da Administrator   
martedì 30 giugno 2009

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Per il G8 400 milioni, per combattere le morti per fame e la povertà 321 milioni. E' una vergogna. L'Italia spende di più per il G8 che per la lotta alla povertà

Incredibile, ma vero. Il G8 costa più dell'intero bilancio che l'Italia dedica alla lotta alla povertà. Anche se a dirla tutta dovremmo specificare che l'Italia, come tutti gli altri paesi, semmai ha un interesse verso la povertà è per produrne di nuova. Questa pessimistica visione è confermata dalle cifre: 400 milioni di euro contro i 321,8 milioni stanziati quest'anno dal governo italiano per lottare contro la morte per fame e la miseria nel mondo. Una vergogna che getta un'ombra inquietante sul vertice che si sta per aprire a L'Aquila secondo il Tavolo per la Pace nazionale. Secondo noi non c'è bisogno di gettare ombre sul g8 perchè di positivo non ci vediamo niente di niente. I problemi dell'umanità non si risolvono con i vertici ma con politiche economiche che vadano in direzione opposta a quelle attuali, e "con un lavoro quotidiano sistematico e coerente in istituzioni internazionali democratiche ed efficienti" come dichiara il coordinatore del Tavolo Pace. E tuttavia, se davvero fosse necessario riunire gli otto paesi più industrializzati, si potrebbe fare con una bella conferenza on line che costerebbe circa un migliaio di euro spese comprese, e bevande incluse. Allora perchè il g8? E cosa dobbiamo aspettarci dalle forze dell'ordine? Genova 2 otto anni dopo? Qual'è il disegno italiano questa volta? Cossiga bis? Noi siamo contro a questo g8 e siamo contro a questa democrazia mediatica che la sera, a casa, si veste con camice nere e ronde tinte di azzurro. Che l'ONU si riprenda il potere che gli è stato piano piano sottratto e riparta dai popoli, altrimenti non ha senso di esistere. E torni a mettere paletti come dovrebbe fare, iniziando da Israele.
L'Arci è notoriamente contro ogni forma di violenza. L'unico uso della forza tollerabile è quella della resistenza che si usa quando ci si difende, come hanno fatto i nostri padri al tempo del nazi fascismo. Pensiemo che ci sia poco da scherzare con chi ci richiama a una maggiore attenzione verso la tutela dei diritti. Ciò che proponiamo adesso è la resistenza culturale! Spengete le televisioni e accendete il cervello.
Boicottate la falsa informazione e attivate meccanismi di auto coscienza e informazione attiva. La verità è a disposizione di tutti, basta volerla cercare. Facciamo sentire le nostre voci! Vogliamo trasparenza, legalità e partecipazione senza se e senza ma, ne abbiamo diritto, tutti.
Ultimo aggiornamento ( giovedì 03 marzo 2011 )
 
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