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venerdì 03 luglio 2009 |
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"Se una brezza soffia a Washington qualche gemma si schiude anche a Vienna", commenta Grazia Zuffo sul Manifesto riguardo alle politiche sulle droghe messe in atto da Obama, ed è anche una nostra speranza. Il programma di sradicamento delle culture illegali era una farsa che costava un sacco di soldi agli stati uniti e come tutte le politiche proibizioniste creava danni irreversibili, in questo caso all'economia gia abastanza disastrata dei poveri contadini dell'Asia e del sud America, senza ottenere nessuna riduzione del mercato illegale di droghe e tanto meno del loro uso. Il primo passo concreto di Obama in questo senso è stata una forte diminuizione dei fondi per lo sradicamento. Holbrock che si trova in Afganistan ha così commentato: "la fumigazione delle coltivazioni illegali è una politica del tutto inutile". Lo stesso Costa adesso ascolta seriamente chi dice che il controllo sulle droghe ha creato un mercato illegale di dimensioni macro-economiche. E adesso, forse, verranno ascoltate le proposte avanzate a suo tempo dalle ONg a vienna al meeting dell'ONU sulle sostanze. Alcuni passaggi del rapporto 2009 (world drug report) sono particolarmente interessanti perchè considerano interventi di polizia per ridurre le conseguenze negative del mercato illegale piuttosto che combatterlo in modo tradizionale. E' il concetto di riduzione del danno che torna a galla dopo tanti anni e che ora si estende anche allo spaccio. Sembrano passati secoli dal meeting di Marzo dove gli scontri frontali sulla riduzione del danno sono stati forti. Ma come dice la Zuffo è presto per dire se le nuove proposte di Costa saranno reali o solo giravolte di comodo. Sono trenta gli stati che mantengono la pena di morte per reati di droga e la Cina ha eseguito dieci condanne per “celebrare” la giornata mondiale 2009 contro la droga; negli Stati Uniti e in molti altri paesi, le prigioni scoppiano perché piene di consumatori che hanno commesso reati minori non violenti; in Russia, migliaia di persone che usano eroina non hanno accesso al metadone perché il governo l’ha bandito: è l’agghiacciante denuncia di due autorità internazionali indipendenti, i Rapporteur sulla salute e contro la tortura, Anand Grover e Manfred Nowak, apparsa sul New York Times del 26 giugno. Che concludono: l’Onu non nasconda la testa sotto la sabbia, per non diventare complice degli abusi contro i diritti umani. Sottoscriviamo queste parole.Il world drug report è scaricabile dal sito di fuoriluogo: www.fuoriluogo.it
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Ultimo aggiornamento ( venerdì 03 luglio 2009 )
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