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XV MEETING ANTIRAZZISTA – CECINA 2009
Per la prima volta il Meeting Antirazzista di Cecina ospita i giovani Rom e Sinti! Venti ragazzi adolescenti e appartenenti alle seconde e “terze” generazioni, sia nati in Italia che provenienti dai paesi della ex Jugoslavia. Il gruppo ha partecipato ad un laboratorio di dodici ore organizzato dall’Arci e dall’Associazione Amalipe Romano e dall’Open Society Institute, e a un percorso comune di convivenza e confronto tra rom e sinti provenienti da realtà nazionali molto differenti tra loro: Roma, Isernia, Pescara, Firenze, Prato, Pisa, Genova, Messina. Il laboratorio è durato quattro giorni e per ciascuno di essi i conduttori hanno individuato alcuni temi specifici e la tipologia di linguaggio più consona per affrontarli, al fine di dare spazio alle risorse e all’espressione delle capacità peculiari di ciascuno dei partecipanti. I temi toccati durante il laboratorio sono stati quelli dei diritti umani, dello stereotipo e del pregiudizio, cioè un’analisi su come acquisire gli strumenti idonei per apprendere a riconoscere e a decostruire entrambi, con l’intervento di Milena Scioscia, responsabile del servizio scuola ed educazione degli adulti , coordinatrice dei corsi gratuiti che il Comitato Arci di Cecina ha organizzato per i migranti richiedenti asilo del territorio. “Sapere per reagire”, ovvero come apprendere e riconoscere la storia della discriminazione del popolo romanì attraverso uno sguardo sul giornalismo contemporaneo e la strumentalizzazione delle informazioni, è stato uno dei temi trattati da Luca Bravi, storico e ricercatore presso la facoltà di Scienze dell’Educazione Sociale dell’Università di Firenze, e Domenico Guarino, giornalista di Controradio e Popnet. L’obiettivo principale di questo percorso è stato quello di sviluppare una collaborazione tra giovani rom, sinti e gagè, stimolando la cooperazione per il raggiungimento di obiettivi comuni, l’utilizzo dei mezzi d’informazione e del lavoro in rete, rendendo così possibile lo sviluppo di nuovi progetti sociali e di nuove modalità d’intervento all’interno di un contesto di partecipazione e di attivismo, nella dimensione associativa e politica italiana, che coinvolga risorse già presenti, ma che sensibilizzi ulteriormente quanti non hanno avuto possibilità di stimolo e di accesso ad esse. I relatori del laboratorio erano Martin Demirosvki, Consigliere politico presso il Parlamento Europeo, Zeljko Jovanovic, Senior Policy Officer dell’Open Society Institute, e Isabella Mihalache, Senior program Manager della Rome Initiatives dell’Open Society Institute. Contrastare la politica governativa italiana, discriminatoria e strumentalizzata, è stato il primo segnale forte emerso dal gruppo in maniera omogenea. L’esperienza si è dimostrata preziosa ed ha confermato che nella scoperta reciproca e nella conoscenza si celano gli strumenti per elaborare nuove forme di convivenza civile e immaginare insieme, nonostante tutto, un futuro migliore.
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