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Il gpl diretto alla mafia PDF Stampa E-mail
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Scritto da Administrator   
lunedì 20 luglio 2009
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Il carico di Gpl che ha provocato il disastro di Viareggio era diretto all'Aversana Petroli di Casal di Principe. Si tratta dell'azienda appartenente alla famiglia del sottosegretario all'Economia Nicola Cosentino, leader campano del Popolo della libertà. Questo è ormai risaputo. Ciò che forse non è emerso è che nel 1997 la Prefettura di Caserta negò all'Aversana il certificato antimafia per un appalto pubblico. Mario Cosentino, fratello del sottosegretario, è infatti sposato con Mirella Russo sorella di Giuseppe Russo, alias 'Peppe 'u Padrino', condannato all'ergastolo per associazione mafiosa e omicidio. Anche Tar e Consiglio di Stato hanno poi confermato il no al documento.Nonostante le sentenze, il certificato venne infine concesso dal prefetto di Caserta Elena Stasi, poi eletta alla Camera con il Pdl. Quattro pentiti di camorra nell'ultimo anno hanno parlato di rapporti tra Nicola Cosentino e i boss casalesi: relazioni negate dal sottosegretario.Il punto cardine degli affari di famiglia è la Aversana Petroli, fondata nel 1975 da papà Silvio, chiamato “O'Americano” per i suoi rapporti stretti d'affari con gli Alleati nel primo dopoguerra. Per cinque anni la società tenta di ottenere il certificato antimafia per distribuire il carburante che arriva solo nel 1980. Nicola sceglie la politica, entra in consiglio comunale a soli 19 anni nelle file del Psdi ed a 21 anni è consigliere alla Provincia di Caserta. Nel 1983 diventa assessore prima ai Servizi sociali e poi alla Pubblica istruzione e le forniture del gas alle scuole aumentano sotto la sua gestione.Sino a pochi mesi fa, la pompa di benzina più vicina alla centrale elettrica di Sparanise era dei Cosentino con la gestione di un boss, Giuseppe Papa condannato per omicidio illo tempore. Circa un mesetto fa, la pompa è stata sequestrata dalla Procura in compenso però le centrali elettriche non hanno mai avuto problemi di criminalità.In Prefettura si analizzano i matrimoni dei fratelli Cosentino: Giovanni, 64 anni, è sposato con la figlia del boss Costantino Diana. Mario, 43 anni, con Mirella Russo, sorella di Giuseppe, soprannominato “Peppe' u'Padrino” condannato all'ergastolo per associazione mafiosa ed omicidio. Antonio è stretto amico di un soggetto con precedenti gravissimi che vanno dal tentato omicidio, associazione mafiosa e tentata estorsione.
Così anche nel 1998 la Prefettura nega la certificazione, così rischiano di saltare tutti gli appalti. Aversa Petroli ricorre al Tar ed al Consiglio di Stato ed entrambi ricusano la domanda perchè i legami parentali “rappresentano elementi, univoci e non contestati, da cui ragionevolmente può dedursi che sussisteva il pericolo di infiltrazione mafiosa”.
Il gpl in viaggio lungo i binari che attraversano Viareggio e tante altre cittadine era diretto alla mafia. Anzi peggio, agli investimenti sani che la mafia fa per ripulire i soldi e insinuarsi nell'economia e nelle amministrazioni dei territori. Lungo il viaggio è successa una tragedia ma nessuno di quei signori pagherà per quanto è successo. Loro che c'entrano? In Italia il crimine paga eccome quando a parpetuarlo sono bravi signori come questi. Ricordando l'aniversario dell'assassinio di Borsellino crediamo sia opportuno evidenziare certi particolari. Non per niente al meeting antirazzista abbiamo molto parlato delle attività di Arci e Libera nei terreni confiscati alla mafia.
Appare chiara la non volontà della politica di sostenere chi la lotta alla mafia la vive nel proprio quotidiano. Legge sulle intercettazioni docet. Proprio in questi giorni al presidente della cooperativa Lavoro e Non Solo  di Corleone, Calogero Parisi, è stata danneggiata l'auto posteggiata davanti alla sede della cooperativa in uno stabile confiscato alla mafia. All'interno erano presenti i ragazzi toscani che stanno partecipando ai campi di lavoro. Un messaggio chiaro. Altrettanto chiara è la volontà della nostra Associazione di schierarsi intorno a Parisi e di continuare a praticare antimafia sociale e stimolare le istituzioni a mantenere alto il livello di attenzione verso le infiltrazioni mafiose nell'economia. La nostra regione non ne è immune.
Ultimo aggiornamento ( giovedì 03 marzo 2011 )
 
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