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Sul rigassificatore a Solvay PDF Stampa E-mail
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Scritto da jeff d. hoffman   
giovedì 24 dicembre 2009
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Come Associazione radicata nel territorio e impegnata a promuovere uno sviluppo sostenibile riteniamo utile assumere una posizione sulla questione del rigassificatore e sulle decisioni esplicate dal piano regionale che tante immeritate critiche sta ricevendo da parte di centro sinistra e destra. Una premessa sul passato: a suo tempo il Governo contemplò per la provincia di Livorno ben tre impianti:il gasdotto a Piombino l’OFF SHORE a Livorno e l’impianto Edison a Rosignano. Dopo innumerevoli discussioni fu stabilito il piano regionale dell’energia che ammise un solo punto per l’intera regione Toscana di fronte ai tre impianti proposti sulla costa da Livorno a Piombino. Rispondendo ai singoli e alle istituzioni che criticano la decisione della regione diciamo che se dovessimo ridiscutere quanto stabilito sull’energia dovremmo fare lo stesso per il piano sanitario  per quello dei trasporti e così via. Avere rispetto per la democrazia vuol dire anche rispettare le decisioni che ci piacciono poco. A Copenaghen si è appena concluso il summit sul clima e sulla necessità di sfruttare le energie rinnovabili per arginare il rischio che il pianeta sta correndo. Considerato che, invece, l’uso e consumo del GNL contribuirrebbe ad un aumento della temperatura terrestre non si capisce perché le amministrazioni non si impegnano seriamente ad investire sulle energie alternative invece di prendersela con la Regione. Non si tratta di essere più o meno ambientalisti ma semplicemente realisti e attaccati alla vita del pianeta. Recentemente è uscito uno studio effettuato dalla facoltà di economia e statistica dell’ateneo di Pisa sulla società Solvay. Lo studio di 500 pagine afferma che il contributo all’occupazione complessiva della società solvay nei confronti del  territorio è solo del 2/4%, percentualem piuttosto  bassa che non si modificherebbe con l’impianto Edison se non, forse, in fase di costruzione. Siccome il consiglio d‘amministrazione della Solvay è fra i soggetti più critici verso il piano regionale insieme a buona parte degli amministratori del comune di Rosignano ricordiamo, fra l'altro, che la società Solvay affermò in passato che sarebbe stato impossibile spostare i bomboloni dell’impianto di S. Gaetano all’interno dell’area industriale per motivi di sicurezza delle tubature criogene che dovevano essere più brevi possibile. Oggi, in cambio del permesso di costruire l’impianto Edison, per Solvay sarebbe diventato possibile trasferire quell’impianto all’interno del perimetro industriale. Perché non lo si è fatto prima visti i rischi per le case vicine? Ma la domanda che più ci sta a cuore è un’altra: quando deciderà la soc. Solvay di restituire almeno una parte delle risorse idriche di cui ha fatto scempio negli ultimi cento anni almeno aprendosi e permettendo al territorio di avviare forme di sviluppo sostenibile? Si tratta di “coesistenza sostenibile” come la definisce l’ateneo di Pisa. Secondo noi la suddetta società non può vivere di credito su quanto fatto nel secolo scorso. Non siamo contrari all’industria ad ogni costo ma riteniamo che ci debba essere un ritorno concreto anche per i cittadini e il territorio. E naturalmente rispetto per l'ambiente almeno da ora in poi. Chi si oppone alle decisioni della regione ha il diritto di esprimere le proprie convinzioni ma con la consapevolezza che il modello di sviluppo a loro caro è quel che ci ha portato all’attuale rovina economica e ambientale e sociale. Insistere significa a dir poco essere ciechi.
Ultimo aggiornamento ( giovedì 24 dicembre 2009 )
 
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