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Qualcuno potrebbe pensare che al pentito Spatuzza sia stata negata la protezione perchè la sua collaborazione riguarda dell'utri e berlusconi e le stragi, ma sono le solite malignità dei comunisti altromondisti. 'Sta gente di sinistra ha un sacco di fantasia quando si tratta di dietrologia". La realtà è diversa: è a causa di un vizio di forma che la protezione è stata rifiutata. Così spiegano dal Viminale con una dose persino maggiore del solito di faccia tosta. "Ma fateci il piacere".....ecco perchè riteniamo che legalità e tutela e applicazione della Costituzione sia il punto da cui partire.
Pentiti mafia: a Spatuzza negata la protezione dello Stato
Il boss che ha deposto al processo Dell’Utri, e ritenuto attendibile per deporre sulle stragi, viene escluso dalle misure speciali di salvaguardia di pentiti e testimoni. Lo ha deciso il Viminale.
Gaspare Spatuzza, uno dei pentiti di mafia ritenuti chiave per capire le vicende italiane, è fuori dal programma di protezione testimoni e pentiti. Lo ha deciso il Viminale, durante la riunione della Commissione centrale per la definizione e applicazione delle speciali misure di protezione, presieduta dal Sottosegretario di Stato Alfredo Mantovano, del PDL, che ha così rigettato la richiesta delle procure di Firenze, Caltanissetta e Palermo che, come ricorda l’ANSA, “indagano sulle stragi di Via d’Amelio e del ‘93″. Nel marzo scorso, infatti, la procura di Firenze lo aveva ritenuto attendibile a testimoniare, dopo che aveva rivelato il nome di un altro mafioso coinvolto nelle stragi del 1993, Francesco Tagliavia.
FORMA E SOSTANZA – Un vizio formale, da quanto si apprende, avrebbe impedito di garantire protezione al pentito chiave. “La proposta di ammettere al programma di protezione definitivo il boss” spiega ancora l’ANSA “è stata rifiutata perchè il pentito ha cominciato a fare le sue dichiarazioni ben oltre il limite dei 180 giorni dal giorno in cui ha espresso la disponibilità a collaborare.” Già nel 2009 infatti, lo stesso Alfredo Mantovano, alla guida dell’agenzia che ha decretato oggi l’esclusione, spiegava la situazione del pentito Spatuzza in un’intervista all’Occidentale. Avendo Spatuzza dichiarato la sua disponibilità a collaborare nel giugno 2008, era tenuto a dichiarare quel che sapeva entro 180 giorni da quella data, come aveva in precedenza stabilito una sentenza della Corte di Cassazione del 2003: invece, Spatuzza ha parlato per la prima volta solo nel dicembre 2009.
BUROCRAZIA E INGOLFAMENTI – I magistrati che si occupano delle stragi da alcuni giorni avevano inviato alla commissione del Viminale la richiesta di protezione per Spatuzza: e Mantovano, riporta Antimafia 2000, si era speso per rallentare l’iter. Nonostante la dichiarazione di attendibilità, scrive il magazine online, e nonostante le reiterate richieste, il Sottosegretario Mantovano aveva inviato alle procure coinvolte “una richiesta ufficiale di nuove informazioni sul pentito. In pratica, fino a quando l’organo del Viminale non avrà ricevuto tutti i verbali con le dichiarazioni ancora secretate l’ex fedelissimo dei Graviano non godrà ufficialmente del titolo di collaboratore di giustizia”, con tutto ciò che ne consegue in termini di garanzie e protezione accordata.
MAFIA E POLITICA – A piedi e da solo per ora dunque Gaspare Spatuzza, l’uomo che aveva per primo, in un aula giudiziaria, sottolineato i legami fra la Fininvest del Silvio Berlusconi del 1993 e la mafia palermitana dei Graviano di Brancaccio: a fare da collegamento, secondo il pentito, Marcello dell’Utri. Secondo le dichiarazioni di Spatuzza poi, sarebbe da ricercare una regia politica dietro alle stragi di Via dei Georgofili a Firenze e allo Stadio Olimpico di Roma.
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