Home Nuovi Modelli di Sviluppo Lotta ai cambiamenti climatici
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Lotta ai cambiamenti climatici |
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Scritto da Administrator
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sabato 19 novembre 2011 |
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Qual'è l'effetto di questo programma sulle comunità locali? Faccio un esempio, raccontando ciò che è accaduto nello Stato messicano di Oaxaca. Una comunità ha aderito al programma Redd, accettando il pagamento, nel primo anno, di una quantità x. Per il manejo (la gestione) è arrivata una certificatrice, che ha 'insegnato' loro come gestire il bosco. La comunità non può più piantare mais né fagioli, fondamentali per il proprio sostentamento. Dopo un anno, così, chiede di uscire dal progetto. Non può: rischia multe, perché il governo dello Stato ha firmato un contratto di 5 anni, in scadenza nel 2010. Il Governo ha identificato quella zona come “prioritaria di applicazione Redd”. La comunità è stata, di fatto, espulsa. In un Paese in cui il 65% dei boschi sono comunitari, chi li vive non può usare i boschi. Le comunità che si negano, diventano responsabili del cambiamento climatico. Redd rappresenta, nei fatti, una forma di alienazione del territorio. Perché i contadini, anche quando continuano a mantenere titoli di proprietà (individuale o collettiva, ndr) sui boschi, devono lasciare le decisioni sulla gestione a certificatori esterni, stranieri o alle imprese che hanno pagato per acquistare il Co2 che -si suppone- quel bosco sia in grado di assorbire. C'è un terzo problema, inoltre: i boschi sono vivi, e perciò non è chiaro quanta Co2 essi siano in grado di assorbire, e quanto invece quello emesso. Per questo sono stati creati sistemi di vigilanza molto avanzati, con impianti satellitari, con l'uso di fotografie ad infrarossi, che è un nuovo strumento di controllo sui movimenti all'interno delle comunità e serve anche per realizzare una prospezione generale dei terreni, che serve per lo sfruttamento minerario, per costruire strade, per ogni tipo di ricerca, inclusa la bioprospezione, volta al riconoscimento e allo sfruttamento delle risorse genetiche. Sono aspetti secondari del programma, ma portano con sé altri pericoli.
Nell'ambito dello sviluppo delle tecnologie per la “lotta ai cambiamenti climatici” alcuni Paesi credono sia possibile manipolare l'atmosfera. Etc Group ha pubblicato lo scorso anno un rapporto intitolato Geopiratería Argumentos contra la geoingeniería, ed ha promosso una campagna contro un progetto sperimentale da realizzarsi nel Regno Unito. Cos'è la “geoingegneria”, e perché è così pericolosa? Parto dal progetto inglese, che si chiama Spice, ovvero Stratospheric Particle Injection for Climate Engineering, è coordinato dall'Università di Bristol ed è finanziato dal Consiglio di ricerca in ingegneria e scienze fisiche. L'obiettivo di queste azioni è arrivare a fertilizzare l'oceano con il ferro, perché possa assorbire più Co2. Il messaggio diffuso è: 'Non serve cambiare niente, anzi è possibile creare un mercato nuovo'. Con Spice il Regno Unito mira ad inserire particelle nella stratosfera, per creare una sorta di nube vulcanica artificiale, capace di diminuire la portata dei raggi solari che arrivano alla terra, per abbassare la temperatura. Sembra una cosa folle, ma soprattutto comporta moltissimi rischi: potrebbe modificare i cicli dei venti e della pioggia, in Africa e in Asia. Inoltre, queste particelle sarebbero tossico quando scendono sul pianeta. Il progetto Spice non sarebbe stato grande, e la geoingegneria -per cambiare davvero il clima- dev'essere fatto su scala gigante. Quello progettato nel Regno Unito è una sorta di tubo, di un chilometro, una prova generale per studiare come inviare le particelle nella stratosfera. La nostra valutazione, che è la stessa delle altre realtà che hanno aderito alla campagna “Giù le mani dalla madre terra” (www.handsoffmotherearth.org), è che servisse a provare uno strumento, l'arma che usano per l'altro progetto più ampio. Tutti i progetti di geoingegneria sono in fase di moratoria nell'ambito dell'Accordo sulla diversità biologica delle Nazioni Unite, e per questo ci chiediamo per quale motivo il Regno Unito stia facendo esperimenti che possono essere funzionali solo per realizzare questo tipo di progetto, che è terribile, perché se davvero lo si facesse, a parte il rischio per l'ambiente e le persone, perché quella che si crea è come una nube vulcanica, ricca di solfiti, e se questo avesse effetti sul clima, questo significherebbe che chi ha il denaro e la tecnologia a disposizione, come gli Stati Uniti d'America e l'Inghilterra, che sono tra i principali protagonisti del cambiamento climatico, avrebbe anche modo di maneggiare il termostato globale. È molto conveniente applicare questa tecnologia al clima, per non andare alla radice dei problemi. La geoingegneria, in quest'ottica, ha moltissime implicazioni: chi controlla il clima, ha un potere immenso. Per tutti questi motivi, ci siamo opposti a questo esperimento, anche se in sé non era troppo pericoloso. Avrebbe dovuto partire ad ottobre 2011, ma è stato sospeso. Sospeso, non bloccato. Fermato dicendo che realizzeranno consultazioni. Nel farlo, però, stanno cercando di manipolare l'opinione pubblica, per far sì che la percezione condivisa sia quella che siccome non si sta facendo niente contro i cambiamenti climatici, allora è necessario, inevitabile usare la geoingegneria.
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Ultimo aggiornamento ( mercoledì 07 dicembre 2011 )
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L'Italia sono anch'io
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Dal Meeting Per La Pace

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